Il visionario e lo sciame

Il tema è la guida di un’organizzazione. La domanda è: funziona meglio un visionario alla Steve Jobs o un modello collaborativo in cui, in analogia allo sciame di api, ogni individuo è messo nelle condizioni di prendere autonomamente una decisione abbastanza buona abilitando comunque l’organizzazione nel suo complesso a perseguire brillantemente il suo scopo?

Si è parlato di entrambi gli approcci al @better_software (#BSW13) a Firenze, che abbiamo sponsorizzato e al quale abbiamo partecipato con entusiasmo. Grazie agli amici di Ideato per l’organizzazione infallibile come sempre! 😉

Andrea Provaglio nel suo suggestivo keynote “Dreaming” ha posto l’accento sull’importanza del valore e della vision, ridefiniti e fusi nel concetto di Sogno. Il Sogno è per definizione legato intimamente ad una persona che lo concepisce in assenza di molti dei vincoli e delle incombenze che ha nello stato cosciente. Riportata nell’ambito del business questa persona è il Visionario, capace di immaginare le chiavi del successo futuro attraverso un pensiero laterale, disruptive, innovativo, privo appunto dei vincoli ordinari di tempo, risorse, budget.

Andrea Provaglio ha citato Walt Disney, che diceva di non sapere con esattezza cosa ci fosse in fondo al suo percorso imprenditoriale, ma che di certo era qualcosa di molto grande e scintillante. Oggi la Walt Disney (onestamente non lo sapevo) porta oltre 5 Miliardi (!!!) di utile (attenzione UTILE, non incassi) all’anno. Forse era questa la cosa grande e scintillante 🙂

Il Visionario che trasla il suo Sogno nella realtà e riesce a renderlo concreto è anche una persona molto ambiziosa, relazionale, eclettica, audace, ha leadership e riesce a condurre un’intera organizzazione verso il successo cavalcando il suo Sogno. E’ lui l’anima e la mente dell’organizzazione, spesso visto come croce e delizia dal resto dell’organizzazione, quasi sempre insostituibile. Personalmente sono molto affascinato da queste persone e dalle organizzazioni che hanno creato.

Gli amici di Cocoon Projects, in particolare Stelio Verzera e Jacopo Romei, hanno invece presentato un modello di open governance già applicato con successo presso la Cocoon Projects stessa, che dà vita ad un’organizzazione “liquida, adattiva, antifragile”. Si sono fatte diverse analogie con fenomeni presenti in natura, come gli stormi di uccelli e gli sciami di api.

Qui sembra che il successo globale dell’organizzazione dipenda in maniera prevalente da una sistematica e operosa collaborazione di una moltitudine di soggetti allineati ad una piattaforma di valori, regole e principi, e con elevati skill. Ma si è detto anche che questo tipo di governance necessita di una cultura estremamente diffusa e radicata, pena il rischio di tornare alle vecchie (troppo) intuitive logiche di management. Rimane da testare la tenuta del Sogno lungo le dimensioni del tempo e della crescita.

Personalmente spero molto nella riuscita di nuovi modelli di governance strettamente orientati alla produzione di valore, è una questione di utlità sociale oltre che di business. Le aziende sono soggetti che hanno un’influenza enorme sul comportamento della società nei confronti degli individui e del pianeta, sia perché le persone ci lavorano dentro e possono apprendere i principi di produzione di valore e quindi riapplicarli anche nella sfera privata, sia perché le aziende comunicano pesantemente verso gli individui generando nuovi bisogni, mode, comportamenti.

Per concludere, siccome sono affascinato dai Visionari, mi entusiasmano i principi di Open Governance, credo fermamente nell’importanza del Sogno, mi piacciono le contaminazioni, e in fondo tutto quello di cui parliamo altro non sono che modelli, utili per rappresentare pattern prevalenti ma non esclusivi, dico banalmente che ogni organizzazione ha le sue opzioni per “custodire il Sogno” su una scala continua che va da un estremo in cui la funzione è totalmente accentrata nel Visionario all’altro in cui è distribuita in maniera equa e fluida su individui auto-organizzati. Tanto è vero che Cocoon Projects ha (almeno) un Visionario 🙂

Andrea Di Vincenzo @CarmatiCRM

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